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RAVENSCRY
“Ravenscry EP”
(Auto-prodotto)
VOTO: 75

Per chi ascolta: gothic metal, Lacuna Coil, nuovi Tristania.


I Ravenscry, 100% italiani, sono la gradita sorpresa di questo inizio 2010. Il loro Ep omonimo ha la qualità di un CD prodotto da una vera casa discografica e stupisce per cura e definizione del suono.
La ricetta dei milanesi prevede gothic metal a tinte moderne con una buona iniezione di elettronica a fare da background a Giulia, bellissima voce in grado di passare da uno stile più aggressivo alla lirica. L’album si apre con “Nobody”, che alterna a strofe più heavy un chorus melodico in cui le vocals acquisiscono tinte da opera. Pezzo magistrale, degno delle band più quotate del genere e superiore alla mediocre scena italiana, che, tranne poche eccezioni, difficilmente è in grado di proporre qualcosa che sia complessivamente (voce e musica) soddisfacente.
Sulla stessa falsariga la seguente “Calliope”: strofe guitar oriented e ritornello dominato dalle tastiere. La voce di Giulia sale morbida e vibrante; veramente un tocco di classe che dà la possibilità alle tracce di fare il salto di qualità definitivo. Le tre tracce di chiusura compongono la suite “Redemption”, che si apre con la ballata “Redemption I-Rainy”
La pioggia tiene il ritmo del pianoforte e della voce, a cui si aggiungono anche a tratti campionamenti di archi. La luce dei riflettori è tutta su Giulia che offre una prova emozionante. A livello puramente stilistico, mi sento di paragonarla a Simone Simons, ormai padrona nella scena gothic/symphonic dello stile misto tra voce pulita e lirico.
“Redemption II-Reflection”, strumentale, prosegue in apertura il prezzo precedente. Il primo minuto è prettamente orchestrale, epico, da colonna sonora. Segue una parte più d’atmosfera, da riflessione appunto che dà poi sfogo a un’apertura di nuovo solenne. In chiusura si fa più cupo per diventare la degno intro di “Redemption III- Far Away”. Rappresenta la parte heavy della suite, pur trattandosi di una mid-tempo, molto melodica con assolo nella parte finale che dà sfogo al virtuosismo del chitarrista. Ottima release, l’unica pecca è un po’ di ripetitività nelle parti strumentali, magnificamente arricchite però dalla voce di Giulia e dalle sue trame. Resto in impaziente attesa del full-lenght. Luisa Mercier

MASSIMA ALLERTA: L’opener “Nobody” è una hit perfetta.
PELO NELL’UOVO: leggera mancanza di originalità nelle strumentali.

 
 
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