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ANGUISH FORCE
"Invincibile Imperium Italicum"
(My Graveyard/Masterpiece)
Voto: 65
PER CHI ASCOLTA: Exciter, Helloween, Running Wild
Dopo una lunga trafila di demo, due full-lenght ed un ep, i bolzanini Anguish Force si accasano presso la My Graveyard Productions per dare alle stampe il loro terzo album, dedicato ad una esaltazione delle antiche glorie romane (tutti i testi cantano infatti la potenza dell’impero ed il coraggio dei suoi soldati).
È davvero complesso catalogare la musica della band (e la diversità delle tre formazioni prese a riferimento potrà forse rendervi meglio l’idea): il disco vive su un contrasto, a volte ben riuscito ma altre un po’ stridente, fra parti thrash old school ed aperture melodiche (soprattutto nei ritornelli) di chiara matrice speed-power, mentre l’impianto generale è quello di un heavy metal classico con continui rimandi agli eighties. Le canzoni sono pressappoco costruite tutte con lo stesso schema, il che rende il disco più compatto ma anche più prevedibile.
Anche il singer Johnny Thunder talora è perfetto ma altre volte risulta sguaiato, e la produzione danneggia la sezione ritmica, mettendo troppo in risalto le chitarre zanzarose del leader LGD. Prendiamo ad esempio l’opener “The Chalice of Steel”: guitars thrasheggianti subito in evidenza, due strofe velocissime abbastanza serrate, e quindi un ritornello (preceduto da un pre-chorus) che, con un arrangiamento diverso, farebbe invidia ai Rhapsody of Fire… “Into the Arena of Blood” sviluppa al meglio il lato heavy-thrash della band, risultando uno dei picchi dell’album: ma già con “Fighting Warriors” si torna allo schema sopra citato. “Ride the Brave” conquista, nonostante alcune sbavature, per le sue indovinate melodie, mentre la conclusiva “Follow the Rainbow”, aperta addirittura da una intro di pianoforte, fallisce un po’ nei cori abbastanza incerti.
Insomma, “Invincibile imperium italicum” è un disco pieno di buoni spunti ma con qualche pecca (relativa soprattutto al cantato) che inficia il risultato finale: piacerà sicuramente ai defenders, ma a molti potrebbe risultare ostico e poco assimilabile. (RDF)
MASSIMA ALLERTA: La thrasheggiante “Into the Arena of Blood”
COLPO DI SONNO: Occorre migliorare il cantato
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