Numero 209 - luglio 2006
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Crucified Barbara in Italia, Marzo 2009.

Le Crucified Barbara sono tornate da poco nei negozi di dischi con l'uscita di un nuovo album, "'Til Death Do Us Party", e partono ora di nuovo in tour per promuoversi, toccando quasi subito il nostro paese con quattro date. Scartate per motivi logistici Roma e Prato, le abbiamo seguite per le due date nel nord Italia (Testi e foto di Lorenzo Benelli)

Crucified Barbara + Rain + Neronova al Sottotetto di Bologna - 27 Marzo 2009

Cominciamo quindi dalla seconda data del mini tour, che si tiene al Sottotetto di Bologna. Il Venerdì pomeriggio partiamo alla volta della -non lontana- cittadina emiliana e c’è un bellissimo tempo, caldo e soleggiato ad accoglierci. Alloggiamo nell'ostello a poche centinaia di metri del locale, e dobbiamo attendere a lungo che arrivi la sera ed il momento dell'apertura del locale, dopo aver incontrato la band un po’ prima di cena durante il soundcheck.
La serata si apre con il concerto dei Neronova, la band modenese ha l'infimo compito di scaldare il pochissimo pubblico in sala attorno alle 21.30. E’ Venerdì e molti saranno ancora in strada per raggiungere il club felsineo…I loro suoni sono abbastanza moderni e dobbiamo dire che fanno poco presa su di noi, pur attirando sufficientemente l'attenzione dei presenti. Buona presenza scenica e tanta energia portata su questo palco, un buon “lavoro” del singer della band, cori abbastanza orecchiabili. Il loro set si chiude con una versione metallizzata di "Rebel Yell" con il pubblico che apprezza ed anche noi seguiamo divertiti.



Dopo di loro tocca ad una band conosciutissima, almeno da queste parti, i Rain, da cui forse ci aspettavamo qualcosa di più. Sarà per l'uscita dalla band dell’apprezzato frontman Alessandro “Tronco” Tronconi, seguita a quella del chitarrista Luciano, avvenuta qualche annetto fa, che hanno cambiato un po’ le carte in tavola, così come ci si era accorti sulla loro ultima fatica discografica. Ma alla fine il concerto risulta comunque godibile, potente e moderno nei suoi suoni metallici. A loro il compito di attirare dentro al club i presenti già fuori dal Sottotetto in attesa dell'evento clou della serata, compito portato facilmente a termine dai bolognesi che giocano in casa stasera, e il pubblico li segue abbastanza coinvolto, in molti probabilmente li conoscono molto bene, anche nella loro ultima evoluzione di una storia leggendaria e iniziata agli inizi degli 80s. Il sipario cala anche sulla loro esibizione con l'esecuzione della cover dei Cult "Rain", già presente sul loro ultimo lavoro, “Dad Is Dead”.





Si ha un nuovo cambio di palco ed ecco che viene il turno delle attesissime Crucified Barbara, il locale si gremisce discretamente, non c'è il pienone ma un discreto pubblico, e le nostre -accolte calorosamente- fanno il loro ingresso sul palco. L'arrivo del loro nuovo disco ha portato una ventata di potenza sul loro set e così mentre ci snocciolano –soprattutto- nuovi e vecchi pezzi lo show risulta veramente molto apprezzabile e di impatto. La band, seppur apparsa un po' affaticata da due giorni su e giù per la penisola, ha un'incredibile energia sul palco e nessuna ruggine residua in corpo dopo un così lungo digiuno di live, catalizzando l'attenzione e come sempre ammaliando per la potenza trasmessa da ragazze così leggiadre. La riproposizione di alcuni brani dal precedente lavoro appare, in versione live, azzeccata, trattandosi forse degli episodi più in sintonia con l'attuale corso della band, così appare in particolare "Going Down", in mezzo ai vecchi hit, accolti benissimo dal pubblico, come "Rock'n'Roll Bachelor" o "Play Me Hard".



Lo show scorre abbastanza veloce, le ragazze inframezzano i pezzi con qualche breve battuta, ma non si perde troppo tempo fra un brano e l’altro… Nicki prova a coinvolgere il pubblico, compiendo la missione, con un breve intermezzo di batteria. La temperatura del locale cresce rapidamente, ma siamo già giunti al termine dell’esibizione dopo poco più di tre quarti d'ora. Come da copione c'è però ancora spazio per farsi desiderare un po' dal pubblico ed uscire di nuovo sul palco per un paio di brani e raccogliere quindi i meritati applausi sull'inchino finale. Dopo il concerto basta attendere una mezzoretta e la band, disponibilissima come sempre, esce al completo allo scoperto per firmare autografi e far foto con i tanti fan che le attendono, trattenendosi a lungo prima di lasciare il locale, che pian piano si svuota, così anche noi facciamo ritorno al nostro alloggio a pochi metri da qui.





Crucified Barbara + Heller + Tarchon Fist + Carcharodon + Salt Flats + Lucky Bastardz al Thunder Road di Codevilla (PV) - 29 Marzo 2009

Passato un Sabato a riprendersi dalla serata del Sottotetto, ancora intenti ad assorbire il cambio d'ora primaverile sempre traumatico, ci rimettiamo in viaggio la Domenica pomeriggio, destinazione Codevilla, provincia di Pavia, sede dell’ultima data di questo mini tour. Questa volta ci troviamo sotto ad una pioggia battente che toglie visibilità e soprattutto entusiasmo... ma ci tornerà presto, è ora di partire poco dopo le quattro! Dopo una piccola divagazione non voluta per le campagne pavesi, arriviamo al locale nel tardo pomeriggio, ci sarà infatti un mini festival che a partire dalle sei farà salire sul palco del Thunder Road alcune band italiane prima delle Crucified Barbara. Eccoci quindi al locale giusto in tempo per l'inizio dello show dei Lucky Bastardz, band di Alessandria che propone un hard rock abbastanza grezzo e corposo, qualcosa che a prima vista sembra facile accostare ai Motörhead, proprio ciò che ci voleva per scaldare l'ambiente ancora abbastanza desolatamente vuoto del locale. Uno show breve ma intenso, mezzora di pura energia, nonostante i pochi presenti in sala a quest’ora scoraggerebbero chiunque, per una band prima a noi completamente sconosciuta ed ora da tenere d'occhio.
Dopo di loro tocca ai giovani Salt Flats, che però con il loro nu-metal con tanto di due voci alla "Linea 77" ci tiene ben lontani dal palco, facendoci involare verso il bancone per una birra da goderci seduti sui comodi tavoli posti nella parte più lontana allo stage.
Nuovo cambio sul palco ed ecco arrivare i Carcharodon, band molto più heavy e metal delle precedenti, di cui però la cosa da segnalare maggiormente è il cantante, dalla voce che pare forzata, anche quando non canta il singer del terzetto italico, sinceramente non capiamo se lo faccia per scherzare o ci creda davvero... abbastanza poco da dire su di loro, stiamo godendoci una pizza con cui ci sfamiamo in attesa della sera e non sembra la cosa più interessante del mondo sentire di uno che pare proprio avere avuto grandi problemi con sua madre e con le donne in generale viste le dediche che introducono quasi ogni pezzo... Finito il loro show, inattesa, ci attende una lunga pausa, forse, giustamente, vista l'ora si è deciso di lasciare un break per far cenare in pace il pubblico, musicisti e tecnici, il locale è dotato di cucina, ed è infatti a quest’ora affollato di avventori intenti a sfamarsi ai tavoli.
Tocca quindi ai Tarchon Fist e qui di nuovo torniamo ad avvicinarsi al palco. La presenza di Luciano, già conosciuto guitar hero dei Rain è una garanzia ed in effetti la show merita tutta la nostra attenzione. Che non viene delusa… i tre quarti d’ora a disposizione sono una vera e propria calata di heavy metal in tinte classiche e potenti, i bolognesi, che vedevamo qui per la prima volta, per noi sono una vera e propria sorpresa! Il loro set scorre proponendo a raffica pezzi dal disco omonimo uscito qualche tempo fa, conditi da una ottima versione heavy del classico “Princess Of The Night” dei Saxon e da qualche anticipazione dal nuovo disco in lavorazione. Il pubblico non è molto reattivo, a parte qualche fan sfegatato, ma forse solo perché è ancora intento a mangiare nella zona dietro al bancone. Speriamo di rivederli on stage molto molto presto! Lunga vita all’heavy metal italico!





Finito il loro show è il turno di Heller, giovane singer milanese, con cui si arriva al penultimo act della serata e che gode di un pubblico che pian piano sta crescendo in sala. Ad un'iniziale interesse dovuto al fatto di non conoscere assolutamente la band... dobbiamo dire che siamo un po' delusi. Sarà anche che veniamo dalla calata metallica precedente, ma la cantante italica parla sinceramente un po' troppo sul palco fra un pezzo e l'altro, creando troppe, inutili pause nel concerto, e se Heller appare abbastanza determinata, dal punto di vista vocale ha parecchie cose su cui lavorare. La band è discretamente buona, ma ci pare di poter dire che di strada da fare ne ha ancora tanta. Il pubblico segue subito distrattamente ma man mano aumenta e sembra più partecipe anche se a tratti ci pare di capire più per l’aspetto che... ci riserviamo di rivederla in azione con maggiore esperienza alle spalle, ok?



Sono da poco passate le 22 e cala, non solo figuratamente, un sipario nero sul palco, che viene preparato per la band più attesa, chiaramente. Le Crucified Barbara si fanno un po' attendere ma finalmente ecco che parte il loro show. Il pubblico presente (non numerosissimo, sarà il locale enorme e dispersivo, ma stimiamo circa duecento persone) si ammassa sotto al palco e si da il via allo show. I suoni sono veramente ottimi, e chiaramente il risultato ne gode. Verso metà del set appare "Jennyfer" che, in queste condizioni, se ci aveva un attimo poco convinto sul disco, ci risulta uno dei pezzi più intensi dell'intero live, confermandoci le doti vocali di Mia, in un pezzo impegnativo in quanto cantato a due voci sull’album. Prima e dopo questo “lento” il pubblico comincia invece a fare movimento sotto al palco su alcuni classici del precedente lavoro, come "Rock'n'Roll Bachelor" oppure nuovi e potenti come "Pain & Pleasure". Anche qui lo show giunge al termine in un lampo, pochissime pause, e siamo all'uscita dal palco, il pubblico le reclama ed ecco che, come classico, le quattro vichinghe escono di nuovo allo scoperto per chiudere in bellezza con un paio di pezzi, terminando il live con "Sex Action", il pezzo più conosciuto dai presenti valutando la reazione del pubblico che non si risparmia, fino all'uscita di scena con inchino verso il pubblico dopo un’ora molto intensa.





Molti sfollano, è quasi mezzanotte ed è Domenica sera, ma, basta attendere una ventina di minuti e pian piano le quattro ragazze escono concedendosi all'interminabile serie di fan che richiedono foto e autografi. Man mano, raccolto il souvenir cercato, quasi tutti fuggono, e così ci avviciniamo anche noi, quattro chiacchiere e oramai siamo pronti per i saluti, quando qualcuno del locale ci informa che stanno chiudendo... ma basta un cenno di Mia e rimaniamo per un po' in un piccolo e fumosissimo camerino nel backstage, giusto prima di dover uscire anche da qui. Il ritorno sotto alla pioggia battente ci porta a casa ben dopo le quattro, ma ok ne è valsa la pena, e speriamo, come pare, tornino molto presto dalle nostre parti! Complimenti anche all’organizzazione ed al locale, bella l’idea di trovar posto a così tante band nostrane e dare loro un po’ di spazio, in un club ideale per la musica live, la cui unica pecca dobbiamo dire, sono i bicchieri per la birra in vetro, di cui vediamo i resti a terra a fine serata e che non si potevano portare all’esterno da chi fumava.





 
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