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BETTY POISON (ex BETTY FORD CENTER)
“Poison For You”
(Fastermaster)
VOTO: 75
PER CHI ASCOLTA - Alternative heavy, Hole e My Ruin
Giunge all’esordio questo terzetto italiano, autore di una proposta alquanto particolare, sia dal punto di vista musicale, che da quello lirico. Lo spettro delle influenze, infatti, varia dai My Ruin (“Psychovicious”, scelto come primo estratto) alle Hole (l’irriverente singalong “Slave”), passando per le Fluffy, punk inglesi ormai dimenticate, che però echeggiano tra le stilettate isteriche di “It”. Courtney Love si fa largo prepotentemente pure nell’invettiva “Paris Hilton Up Your Ass” e nel coacervo di oscenità “Anna Nicole”, francamente stucchevoli, nonostante la canzone abbia un discreto tiro. Agli antipodi si colloca il mantra narcolettico di “Poison For You”, con protagonista la magnetica Lucia Rehab, che sembra una tormentata PJ Harvey impegnata a jammare con i Joy Division. La vena oltraggiosa riemerge in “Fuck Twice” per attutirsi nell’addio di “Goodbye Song”, amara confessione che chiama in causa Inger Lorre, collegata all’esplosiva “Suburban Victims”, con chitarre iper sature mutuate dagli Smashing Pumpkins. Convincenti anche la sincopata “The Big Noise” ed i cantati nervosi di “Silly Pop Song”, dall’andatura minacciosa quanto quella di un serial killer incontrato in un vicolo buio. Ai Betty Ford Center non mancano di certo piglio, idee ed intuizioni (vedasi la scelta di un monicker sì provocatorio ed i testi urticanti). Resta soltanto da vedere quante di queste riusciranno a mettere in pratica (Cristiano Mastrangeli).
MASSIMA ALLERTA - La titletrack sarebbe un gran singolo
COLPO DI SONNO - Qualcuno, ma trascurabile
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