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I Dramamagothica sono indubbiamente una delle migliori realtà nostrane nel panorama gotico, pronti per competere ad armi pari con i più illustri “colleghi” internazionali; in occasione del loro nuovo album “Ira”, la bassista Lucia Penna si racconta ai lettori di Flash!
Di Luisa Mercier.
Salve ragazzi, è evidente dal vostro nome quali siano gli elementi predominanti nella vostra musica. Come band al debutto avete bisogno di presentarvi ai nostri lettori. Come vi siete formati?
Ci siamo formati in base al desiderio di proporre una musica che rispecchiasse i nostri gusti musicali. In questo siamo stati fortunati, perché in una piccola realtà come la nostra, è difficile trovare sei menti che la pensino allo stesso modo riguardo ad un genere di ‘nicchia’ come quello del gothic. Inoltre ci conosciamo dal 2001, ormai da otto anni, quindi si è creata tra noi un’intesa ed un equilibrio tali da farci vivere simbioticamente l’esperienza del nostro gruppo.
Dalla copertina io ho percepito anche un certo gusto per una certa teatralità orrorifica. Quanto conta effettivamente per voi?
Più che la teatralità orrorifica, come può risultare dalla copertina, c’è nei nostri brani un’alternanza tra stati rabbiosi e depressivi, un po’ come chi soffre di un disturbo bipolare. Nei testi si denota proprio questa ambivalenza tra una rabbia espressa dal desiderio di ribaltare la realtà che viviamo e la depressione che questa stessa realtà ci induce a vivere.
Descrivete con tre aggettivi il vostro album “Ira”.
Graffiante, introspettivo, deciso.
Quali sono le vostre principali influenze musicali,vi ispirate a qualcuna delle band che ora dominano la scena gothic e symphonic? Apprezzate in particolare qualcuna delle band che popolano il genere in Italia?
In realtà quando ci chiudiamo in sala per comporre i nostri pezzi non abbiamo una linea che guidi la nostra ispirazione anche se la base, chiaramente, è quella del gothic; la nostra musica parte dalle nostre emozioni ed è un qualcosa di personale che si compone dalle esperienze di tutti e cinque. Tuttavia la critica ci accosta continuamente a gruppi come Nightwish, After Forever e Cradle of Filth. Riguardo al panorama musicale italiano del nostro genere ci sono molte band caparbie, ma che come noi fanno fatica ad emergere in un panorama musicale di ‘nicchia’ e che vengono apprezzate più all’estero che in Italia, come spesso succede.
Una domanda per Laura. Ho letto che non avevi un background metal prima di unirti alla band. Quali sono le tue radici musicali?
Rispondo a nome li Laura: la sua formazione da autodidatta ha molto a che fare con l’ hard rock, infatti in passato ha cantato in varie band che suonavano questo genere. Con il suo ingresso nei Drammagothica si è riuscita ad adattare facilmente alla nostra cultura musicale e ad arrangiare linee vocali che sfruttassero la potenza e il dinamismo naturale della sua voce, oltre che fare da ‘controaltare’ alla voce growl di Luca.

Sono una grande amante della lettura delle lyrics, purtroppo non sono riuscita a reperire le vostre, quindi provo a soddisfare ora la mai curiosità Quali sono i temi che prediligete trattare nei vostri testi?
I temi che emergono dai nostri testi non hanno a che fare con la fantasia, che è un po’ rappresentativa del genere che suoniamo; essi hanno un impatto metaforico con la realtà, che purtroppo né ci rappresenta, né ci soddisfa. Ecco, qui emerge l’ambivalenza citata nella seconda domanda tra la rabbia e la depressione, ambivalenza interpretata dall’alternarsi delle voci Laura e Luca e da melodie avvolte graffianti e avvolte struggenti che caratterizzano ‘IRA’.
Siete originari del sud dell'Italia, come me tra l'altro. Avete trovato maggiori difficoltà nei vostri tentativi di emergere oppure avete affrontato dei pregiudizi più grandi di quello che avrebbe potuto essere altrove?
Pur vivendo nel sud Italia, di preciso a Benevento, pregiudizi non ne abbiamo affrontati, perché la nostra è una cittadina tranquilla e pacifica, a tratti indifferente. Quindi ci siamo potuti muovere con abilità nel farci conoscere, sia all’inizio nel nostro stesso territorio, dove c’è molta gente che ci apprezza e ci segue e sia, inaspettatamente, all’estero, che grazie al web ha potuto conoscere il nostro album ‘IRA’.
Avete progetti per il futuro? Magari una nuova opera in elaborazione?
Si, stiamo cercando di comporre un secondo cd, pur se avvolte i nostri impegni lavorativi e universitari ci impediscono di dedicare più tempo al gruppo e di vivere in pieno l’esperienza ‘Drammagothica’. In questo periodo abbiamo girato un video musicale già ultimato di un nostro brano ‘Anger in pity’, che dovrebbe uscire sul nostro sito e sul nostro space a giorni ed inoltre abbiamo stabilito qualche data ‘live’per i mesi di febbraio e marzo.
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