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VV.AA.
“Imperative Music Compilation - Volume One”
(Imperative Music)
VOTO: 75

PER CHI ASCOLTA: Underground bands da tutto il mondo


Iniziative come questa meritano sempre il plauso: la volontà di scovare nuovi talenti nell’underground è alla base della stessa cultura heavy, in cui il passaparola tra i fans (tapetrading negli ‘80s, filesharing oggi) ha spesso contributo a far emergere bands che poi hanno fatto la storia del genere. Naturalmente, non è tutto oro quel che luccica, anche se le premesse dei Metal X, tostissimi thrashers tra Metallica e Forbidden, fanno ben sperare. Idem dicasi per i finlandesi Backstabbing Bastard, melodic death con gli In Flames nel cuore, non originali ma dannatamente efficaci, idem dicasi per i promettenti Lucy Seven, alle prese con un electro goth dal notevole potenziale commerciale. Di contro, il punk-metal dei Faceoff e la mazzata power groove degli ungheresi K3 livellano la qualità verso il basso. Va meglio con gli ellenici Nyne ed Heritage, i primi autori di un industrial-black in stile Diabolos Rising, sguaiato quanto trascinante, i secondi fedeli replicanti del Sabbath sound. Detto degli italiani Alchemy, che fanno un’ottima figura col loro hard rock tinto di prog, risulta al contrario trascurabile il brutal dei canadesi Pirrah e degli australiani Dark Matter, diversamente dai tedeschi Free Key Bit Chees, che, tra l’altro, godono della più valida registrazione del lotto. E se gli Web Ones giocano a fare i Guns N’ Roses della penisola iberica, ci pensano i “canguri” Thundasteel a rimettere le cose a posto rispolverando sonorità care alla NWOBHM in una maniera assai appassionata (Cristiano Mastrangeli).

MASSIMA ALLERTA - Per un paio di gruppi
COLPO DI SONNO - Idem come sopra

 
 
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