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NECRODEATH
“Phylogenesis”
(Scarlet/Audioglobe)
VOTO: 85
PER CHI ASCOLTA - Thrash-Black Metal, Slayer, Kreator e Destruction.
Prosegue la seconda giovinezza dei Necrodeath, giunti alla ottava uscita discografica di una carriera la cui seconda parte ha finalmente capitalizzato, anche a livello di vendite, lo status di cult band conquistato a metà anni ’80.
Rispetto a “Draculea” (2007) i quattro genovesi hanno preferito puntare su un approccio ulteriormente ragionato anche se memore della veemenza thrash del passato, pur se rivista in un’ottica al passo con i tempi e tecnicamente di alto livello grazie all’innesto alla sei corde di Pier Gonella dei Labyrinth. Quello che ne è uscito è un concept album assolutamente competitivo, che potrà metter d’accordo tanto i fans della prima ora quanto i giovani appassionati di musica estrema.
L’incipit di “Awakening Of Dawn” è la summa di quanto seguirà nei 48 minuti del cd: riff slayeriano, drumming bestiale e stop&go ora furiosi ora catacombali, “I.N.R.I.” parte invece con un inquietante arpeggio in stile “Seasons In The Abyss” prima che Peso ingrani la quarta dettando fantasiosamente il ritmo in una composizione che trasuda cattiveria da ogni nota e che è rinforzata dal notevole apporto al basso della new entry GL. “The Theory” allarga il raggio d’azione con Flegias che ricorda parecchio il cantato acido di Steve Sylvester in un ritornello costruito ad hoc ed “Extreme Emotional Shock” usa come start preludio acustico e sussurri da far accapponare la pelle su una magmatica sezione portante sabbathiana, mentre “Time Never Dies” parte come una canzone dei Coroner per sfociare poi in un up-tempo di inaudita violenza. Parimenti, la sorprendente “Propitiation Of The Gods” si candida a composizione tra le più sperimentali mai incise dai Necrodeath, un melting pot di thrash metal, echi orientaleggianti e chitarre capaci di trascinare l’ascoltatore in un vortice di forti sensazioni che ha pochi eguali nel genere. “Cloned World” si riporta sui binari dello speed-black d’ordinanza eseguito con blast beat dalla chirurgica precisione ed il bisturi taglia in profondità pure in “Persuasive Memory”, brano doomeggiante dalle preziose venature dark.
“Final War” prosegue riducendo la velocità di crociera e lasciando campo al virtuosismo sia ritmico che solistico dell’impeccabile Gonella, magistrale tessitore di trame in un album che si rivela tra i più entusiasmanti del nuovo corso-Necrodeath (Cristiano Mastrangeli).
MASSIMA ALLERTA - Songwriting e produzione al top continentale.
COLPO DI SONNO - Sicuramente non qui.
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